Lesioni cutanee

Efficacia dell'acido ialuronico, sulle lesioni cutanee, associato alla sulfadiazina argentica (Connettivina® Plus) nel trattamento delle lesioni cutanee

Riepilogo




PREMESSA

Le lesioni da pressione sono aree di danno tessutale della cute e/o dei tessuti sottostanti causate principalmente da pressione, stiramento o frizione. Questo tipo di danno (definito anche ulcera da pressione, piaga, ulcera o lesione da decubito)( Zanetti et al, 2000) benchè largamente prevenibile costituisce un fenomeno importante nei reparti di ricovero ospedaliero e sul territorio sia per il numero di pazienti coinvolti sia per i tempi e le risorse necessarie per il trattamento del problema.

La cronicizzazione delle lesioni infatti è causa diretta dell'incremento di risorse (temporali, economiche, fisiche e psicosociali) assorbite da questa problematica nonchè dell'esposizione del paziente ad aumento delle complicanze ed all'insorgenza di comorbilità.

Attualmente, le principali strategie di intervento sono fondate sulla prevenzione e sulla pianificazione di un corretto piano di cura delle lesioni stesse. Da ciò deriva che il trattamento topico delle lesioni da pressione deve essere subordinato ad una attenta valutazione del paziente e della lesione, alla rimozione della causa della lesione ed all'identificazione degli obiettivi che il professionista sanitario si prefigge sia per il paziente che per la lesione.

Il tutto richiede la contestualizzazione in uno scenario che vede la gamma dei prodotti per la medicazione in continua evoluzione: la disponibilità di una vasta scelta di trattamenti tra cui selezionare quello più indicato per il singolo paziente e per lo specifico quadro clinico (Zanetti et al, 2000, Bellingeri et al, 2004) diventa in alcuni casi difficile soprattutto se si tiene conto del fatto che per alcune tipologie di trattamento mancano studi clinici ben disegnati a supporto degli ambiti di utilizzo e risultati certi che ne evidenzino in maniera inequivocabile l'efficacia.

Il concetto di 'wound bed preparation' (preparazione del letto della ferita) stà emergendo come punto focale nella gestione delle lesioni croniche e in generale nel processo di riparazione delle ferite e può essere rappresentato come una gestione globale e coordinata della lesione cutanea, atta a rimuovere le barriere locali e sistemiche alla guarigione e/o a valutare/utilizzare misure terapeutiche innovative.

E' generalmente accettato e dimostrato che i processi essenziali che portano la lesione alla guarigione sono: il debridement (o rimozione del tessuto necrotico/devitalizzato), il controllo della carica batterica, la gestione dell'essudato; in questo contesto i prodotti che possono interagire con il letto di ferita intervenendo significativamente nella gestione di uno di questi step risultano di grande utilità clinica.

Attualmente sul mercato sono disponibili alcune specialità medicinali che associano un principio attivo che agisce sui processi riparativi (acido ialuronico) ad un principio antibatterico in grado di controllare l'infezione (sulfadiazina argentica).

L'acido ialuronico rappresenta una parte integrante della matrice extracellulare e la sua funzione primaria è il mantenimento dello spazio extracellulare attraverso la salvaguardia di una struttura abbondantemente idratata a garanzia del passaggio dei nutrienti. Ne deriva che l'acido ialuronico presenta la peculiarità di trattenere l'acqua creando un ambiente umido: ciò è assai rilevante per i cheratinociti delle aree cutanee lesionate, dal momento che il ponte delle cellule epiteliali tende ad avanzare solo in aree in cui l'idratazione cellulare risulti sufficiente a permetterne la sopravvivenza, mentre tende ad arrestarsi nel caso in cui il letto della ferita risulti eccessivamente asciutto.

L'acido ialuronico esercita una serie di importanti attività di stimolazione e modulazione delle funzioni di diversi tipi cellulari, che ne documentano il ruolo biologico.

L'interazione dell'acido ialuronico con i diversi tipi cellulari, quali fibroblasti, cheratinociti, cellule endoteliali, leucociti, è mediata da specifici recettori, tra cui CD44, RHAMM, ICAM-1 A. B. C. Inoltre, poichè l'acido ialuronico svolge un ruolo di 'scavenger' dei radicali liberi ed influisce sul processo di migrazione e proliferazione cellulare, la sua azione è fondamentale anche nel processo di riparazione tissutale. Per contro, la sulfadiazina argentica è una combinazione di sulfadiazina e nitrato d'argento dotata di potere antibatterico: l'azione antibatterica della sulfadiazina si esercita direttamente sulle membrane cellulari dei microrganismi ed è potenziata dal nitrato d'argento che interviene sulle strutture endocellulari.

Tali prodotti sono da tempo impiegati sia nel trattamento delle lesioni da pressione che nel trattamento delle altre lesioni cutanee acute e croniche, anche se a tutt'oggi, non sono disponibili dati raccolti in maniera sistematica che ne descrivano l'utilizzo corrente nella pratica clinica dimostrandone l'effectiveness, in particolare, non esistono indicazioni precise relative all'uso dell'acido ialuronico associato alla sulfadiazina argentica nelle diverse fasi della wound bed preparation, l'associazione con altri prodotti di detersione e medicazione, gli effetti sulla preparazione del letto della ferita e sulla cicatrizzazione.